18/11/2009
Internet nobel per la pace
«Morte a nessuno! ». Il grido parte da Teheran, dove da 30 anni si urla «Morte all’America». È uno slogan di pace dell’ultima protesta non violenta contro il regime organizzata via Internet. Il grido viene represso, ma in pochi minuti riecheggia in tutto il mondo grazie a un video girato con cellulare, che scavalca la censura: postato su YouTube, linkato sui blog, su Facebook e Twitter.
«Internet e pace, lo sentite? Stanno così bene assieme che verrebbe voglia di non spiegare nulla — scrive il direttore di Wired Italia Riccardo Luna nel prossimo numero della rivista, in cui definisce la Rete — la prima arma di costruzione di massa ». Alla Conferenza Mondiale «Science for Peace» a Milano, Wired lancerà dopodomani la candidatura di Internet al premio Nobel per la Pace 2010 e l’esempio dell’Iran è citato a sostegno dell’iniziativa. Tra i favorevoli: l’avvocato iraniano e Nobel per la Pace Shirin Ebadi e lo studioso americano BJ Fogg che ritiene la pace nel mondo raggiungibile in 30 anni grazie al web. Mentre molti blogger- dissidenti in Paesi autoritari la trovano una grande idea, alcuni studiosi interpellati dal Corriere sono più cauti.
Le potenzialità di questo mezzo sono davvero infinite. Tra i siti, blog, social network messaggi di pace, convivialità, amicizia si rincorrono. E' indubbio che la rete tiene viva i rapporti, molti li ricuce, elimina le distanze tra le persone, favorisce il dialogo. Si meriterebbe allora il Nobel per la Pace??
14:39
Scritto da: aeneida
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Commenti
Internet si merita molte cose, ma non credo che meriti il Nobel per la Pace.
Spero che l'iniziativa non sia stata strumentalizzata (marketing virale?) e che le intenzioni siano del tutto oneste, ma sono dell'idea che il Nobel debba essere attribuito alle persone e non agli strumenti.
Candidiamolo piuttosto all'Unesco come Patrimonio dell'Umanità.
Scritto da: Gian Angelo Geminiani | 16/12/2009
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